Villa Tiberia

casa di cura privata accreditata con s.s.n.

Chirurgia delle neoplasie vescicali

Trattamenti

T.U.R.B.
Cistectomia
Trattamento endovescicale immunoterapico e chemioterapico

Il Tipo di trattamento per il tumore della vescica dipende dalla Tipologia e dallo Stadio della malattia. Altri fattori, altrettanto importanti, che vanno considerati nella decisione del trattamento migliore sono: lo stato di salute generale, l'età e le preferenze personali del paziente .Le possibilità di trattamento del tumore vescicale vanno dall'asportazione endoscopica del tumore fino alla completa rimozione della vescica con ricostruzione di una vescica "artificiale". A seconda dello Stadio di malattia, dopo l'intervento, potrebbe essere necessario un ulteriore trattamento chirurgico, chemioterapico, radioterapico o con terapia intravescicale (introducendo il medicamento direttamente all'interno della vescica attraverso l'uretra).

 

T.U.R.B.: Chirurgia trans-uretrale

Definizione e indicazioni:
Per gli stadi iniziali o superficiali di tumore vescicale, l'intervento più comune al giorno d'oggi è la RESEZIONE VESCICALE TRANSURETRALE detta in breve TUR-V o TUR-B.

Modalità di esecuzione:
L'intervento si esegue inserendo uno strumento chiamato RESETTORE all'interno della vescica attraverso l'Uretra, il canale naturale che conduce le urine all'esterno. Attraverso l'utilizzo della corrente elettrica il tumore viene rimosso dall'interno (non viene fatta nessuna incisione esterna) e viene inviato per essere analizzato al microscopio, questo ci darà informazioni più precise sulla tipologia e sullo stadio della sua malattia. Al termine dell'intervento si controlla che il tumore sia stato rimosso completamente e si "brucia" (folgorazione) la base su cui aveva sede il tumore. Eventuali vasi sanguinanti vengono folgorati sempre con l'utilizzo della corrente elettrica. L'intervento viene eseguito in Anestesia loco-regionale (Spinale), in cui solo la zona interessata viene addormentata, o in Anestesia Generale, con la quale il paziente viene addormentato.
Al termine dell'intervento si posiziona un catetere in vescica ed eventualmente un lavaggio della vescica continuo, per permettere una più rapida guarigione della zona operata. Il catetere viene solitamente rimosso quando non vi è più segno di sanguinamento, in genere dopo 1 o 2 giorni. Dopo la TUR-V il ricovero è solitamente di 1-2 giorni e la ripresa della normale vita di tutti i giorni avviene in meno di 1-2 settimane. I tumori vescicali superficiali hanno la tendenza a riformarsi, è quindi spesso necessario un periodo di controlli che Le verranno illustrati dal suo Urologo sulla base del risultato dell'analisi Istologica del tumore asportato.

 

Cistectomia radicale

Definizione e indicazioni:
Per i tumori vescicali infiltranti (che si approfondano nella parete vescicale) è necessario un intervento più impegnativo chiamato Cistectomia Radicale per asportare completamente la malattia e aumentare le probabilità di completa guarigione.

Modalità di esecuzione:
La Cistectomia Radicale, si esegue tramite un taglio (incisione) sull'addome che solitamente va da poco sopra l'ombelico, fino al pube. Questo intervento prevede la rimozione della Vescica nella sua interezza ed i Linfonodi vicini. Negli uomini si asporta anche la Prostata e le Vescichette seminali, mentre nella donna, l'Utero, le Ovaie, una piccola porzione della Vagina e le tube di Falloppio (i condotti che uniscono le Ovaie all'Utero). L'anestesia necessaria per questo intervento è un anestesia generale in cui il paziente viene addormentato (per i dettagli sull'anestesia, i suoi rischi, le sue complicanze, potrà discuterne con l'Anestesista al momento della visita). Senza la vescica, che è il serbatoio naturale delle urine, è quindi necessario un nuovo sistema di raccolta delle urine.
Questo si può realizzare in numerosi modi che si riducono in 2 grandi categorie. Le derivazioni urinarie CONTINENTI  (ricostruzione di sacche realizzate con l'intestino che rimangono interne) e le derivazioni urinarie INCONTINENTI o Stomie, (raccolta di urine in un sacchetto esterno attaccato alla cute). Alla rimozione della vescica segue quindi nello stesso intervento la realizzazione del sistema di raccolta delle urine. Molti tipi di sistemi di raccolta ed eliminazione delle urine sono stati ideati negli anni e molti sono ancora oggi utilizzati. Quale di questi utilizzare, dipende soprattutto dalla situazione medica, fisica, costituzionale e dalle preferenze del paziente.

 

Uretrocutaneostomia

Questa consiste nel congiungere i due ureteri direttamente alla cute dell'addome. L'urina in questo modo viene fatta fuoriuscire direttamente all'esterno e raccolta in due sacchetti adesi alla cute che verranno svuotati di volta in volta. All'interno degli ureteri si lasciano due piccoli cateteri che permettono in modo migliore la fuoriuscita di urina e riducono il rischio di restringimenti e quindi ostruzione degli ureteri. Questi cateterini andranno sostituiti periodicamente.
Uretero-Ileo-Cutaneo-Stomia:

Una ulteriore possibilità di raccolta delle urine dopo cistectomia radicale è l'Urostomia. Questa consiste nel separare un piccolo segmento d'intestino e di unirlo agli ureteri da un estremo ed alla cute dell'addome dall'estremo opposto. Le urine provenienti dagli ureteri, scorrono all'interno di questo piccolo condotto che è connesso alla cute dell'addome e di qui vengono svuotate continuamente in un sacchetto di plastica posizionato sulla cute dell'addome al di sopra della connessione, nascosto sotto gli indumenti.

 

Neovescica ortotopica

Una ulteriore opzione è la derivazione urinaria continente. In questo caso utilizzando un segmento di intestino tenue si ricostruisce una "nuova vescica" che viene raccordata da un lato con gli ureteri e dall'altro con l'uretra. L'urina si raccoglie in questo nuovo serbatoio che verrà vuotato attraverso l'uretra ad orari costanti. Con la "neovescica" lo stimolo ad urinare sarà differente e non sempre riconoscibile, il paziente deve quindi urinare ad orari prestabiliti, da seduto e spingendo con la pancia. La continenza si acquisisce con il tempo poiché il serbatoio dovrà avere il tempo di abituarsi a volumi di urine gradualmente maggiori.

Questo tipo di derivazione richiede delle condizioni cliniche ed anatomiche particolari, di conseguenza non è applicabile a tutti i casi, bensì solo a pazienti selezionati.
Immunoterapia intravescicale e/o Chemioterapia intravescicale:
Per i tumori vescicali superficiali è indicata in alcuni casi una terapia in aggiunta all'intervento chirurgico endoscopico. Questa si esegue inserendo attraverso un catetere, direttamente all'interno della vescica, una sostanza che determina una risposta immunitaria (richiamando le difese naturali del sistema immunitario) a livello della vescica. In altri casi può essere utilizzato un farmaco che inibisce la crescita tumorale.

BCG (Bacillus Calmette-Guerin): è considerata la immunoterapia intravescicale più efficace per trattare i tumori vescicali di basso stadio. Il BCG è un battere che viene di solito utilizzato per la vaccinazione contro la Tubercolosi. Il sistema immunitario dell'organismo risponde al BCG e le cellule di difesa vengono richiamate verso la vescica ed attivate, attaccano le cellule tumorali. Solitamente questo trattamento viene fatto una volta alla settimana per 6 settimane, o in caso di "mantenimento" una volta al mese per 6 mesi.
Il trattamento con BCG può causare sintomi simili a quelli dell'influenza (febbre, affaticamento,..) e sensazione di bruciore a livello della vescica. Vi è un minimo rischio di infezione da parte del BCG che si deve sospettare quando la Febbre duri a lungo e non passi con i comuni farmaci antipiretici. Di solito queste infezioni si risolvono con gli antibiotici usualmente utilizzati per la terapia della Tubercolosi.

La chemioterapia con instillazione di farmaci che prevengono la formazione di recidive tumorali (Mitomicina C, Epirubicina..) è gravata da minori effetti collaterali ma eseguita solo di fronte a particolari tipi di neoplasia con ridotta aggressività. Le instillazione prevedono sempre cicli come per il BCG.
Al termine dei cicli di terapia intravescicale, sia essa con BCG o con Chemioterapici, può essere prevista una cistoscopia di controllo, talora in narcosi (in sala operatoria con anestesia).